Ho campionato la Holst Garn e l’ho maltrattata per voi :D

C’era una volta una bambina che seguiva la sua nonnina nel negozio della sua amica per comprare la lana e le piaceva tanto. Poi questa bambina è cresciuta, ha scoperto Ravelry.com ed ha capito che c’è lana e lana, e che ognuna è diversa da lavorare, al tatto, come resa e come reazione al lavaggio. Con l’acrilico era più facile, ma lo sappiamo tutte come ci fa sentire la plastica addosso, quindi la bambina cresciuta si è messa a giocare con la lana (quella vera) per capire meglio come funziona.

In questo caso parliamo di tre filati Holst Garn, che sono di ottima qualità, hanno un’ampia varietà di colori disponibili, una buona resa ed un costo contenuto. Ho scelto i tre filati che maggiormente mi attiravano: Coast, Samarkand e Supersoft, in rigoroso ordine alfabetico. Poi li ho campionati con 4 misure diverse di ferri e li ho maltrattati per vedere cosa succedeva e se qualcuno sopravviveva al trattamento più estremo, misurando e fotografando prima e dopo il trattamento. Ovviamente conoscete bene la mia scarsissima capacità fotografica… se qualcuno vuole regalarmi un corso di fotografia e magari pure una reflex non mi offendo mica 😀 Nel frattempo vediamo cosa riusciamo a fare con quello che abbiamo. 🙂

campioni coi ferri 2,5 mm
campioni coi ferri 2,5 mm
campioni coi ferri 3 mm
campioni coi ferri 3 mm
campioni coi ferri 3,5 mm
campioni coi ferri 3,5 mm
campioni coi ferri 4 mm
campioni coi ferri 4 mm

Quasi tutti i campioni sembrano inconsistenti appena lavorati, ma col lavaggio avviene la magia e la lana si gonfia rendendo il tessuto più compatto (con la Supersoft soprattutto la differenza è notevole).

Holst Garn dice che tutti e tre i filati si possono lavare in lavatrice con l’apposito programma lana/delicati, io aggiungerei anche di inserirli in un sacchetto a rete di quelli fatti apposta. Non dice niente sull’asciugatrice ma posso confermare che è quella che li ha rovinati, facendo infeltrire la lana anche con l’apposito programma e che quindi va evitata. Ovviamente essendo il lavaggio in lavatrice, per quanto delicato, comunque un terno al lotto, e vista la quantità di lavoro che richiede confezionarsi un capo, il lavaggio a mano è sempre preferibile. Immagino che serva più di un lavaggio a mano per eliminare tutti gli oli di lavorazione e far gonfiare a pieno la lana, visto che col mio unico lavaggio si era gonfiata ancora poco.

Nelle foto qui sotto vedete i campioni appena smontati dai ferri e dopo il lavaggio in lavatrice e l’asciugatura in asciugatrice, senza sacchetti protettivi, con i fili del campione che non avevo tagliato e che si erano tutti aggrovigliati (più maltrattare di così c’era solo la candeggina o il gatto che non ho).

COAST – 55% lana d’agnello merino + 45% cotone – 2ply – circa 700 mt ogni 100 g

campioni Holst Garn COAST prima del lavaggio
campioni Holst Garn COAST prima del lavaggio
campioni Holst Garn COAST dopo il lavaggio
campioni Holst Garn COAST dopo il lavaggio

Dopo il lavaggio cede un pochino e gonfia pochissimo: meglio scegliere un calibro piccolissimo o lavorarla doppia. Forse forse se trattata con cura (senza fili, bottoni, zip, velcro o altro che la faccia impigliare) potrebbe reggere anche l’asciugatrice, gonfiando leggermente la lana e limitando lo smollamento, ma non sono sicura di voler azzardare una prova. 🙂

SAMARKAND – 75% lana vergine + 25% seta – 2ply – circa 575 mt ogni 100 g

campioni Holst Garn SAMARKAND prima del lavaggio
campioni Holst Garn SAMARKAND prima del lavaggio
campioni Holst Garn SAMARKAND dopo il lavaggio
campioni Holst Garn SAMARKAND dopo il lavaggio

Cede appena dopo il lavaggio a mano, ma l’alta percentuale di lana gonfiandosi compatta la trama rendendo quella che sembrava una rete un tessuto perfetto, addirittura troppo compatto coi calibri più piccoli.

SUPERSOFT – 100% lana – 2ply – circa 575 mt ogni 100 g

campioni Holst Garn SUPERSOFT prima del lavaggio
campioni Holst Garn SUPERSOFT prima del lavaggio
campioni Holst Garn SUPERSOFT dopo il lavaggio
campioni Holst Garn SUPERSOFT dopo il lavaggio

La tensione resta quasi invariata, tende a stringere un pochino,  ma la compattezza del tessuto cambia in modo stupefacente, rendendo i campioni lavorati coi calibri più sottili al limite del cartonato, decisamente troppo compatti (e indovinate un po’ da dove mi è venuta questa smania di farmi tutti sti campioni? un maglione per me, 105kg di donna, lavorato con i ferri 2,5 perchè mi restava troppo “a rete” e che dopo il primo lavaggio è diventato di cartone e pure con le maniche corte. E per una volta non lo avevo infeltrito io.)

Vi metto una foto delle misure che ho preso: ricordate che sono indicative e che tirare un po’ di più o un po’ di meno mentre si stende ad asciugare il pezzo può cambiare la tensione, quindi queste servono più come idea di massima che come verità assoluta. E soprattutto ricordatevi che ognuna ha la sua mano e che i calibri che ho usato io non daranno lo stesso risultato a voi. Persino la stessa persona facendo due campioni può avere una tensione leggermente diversa, basta cambiare tipo di ferri o lavorare in tondo piuttosto che in piano o cambiare circonferenza del lavoro o anche solo un diverso umore… insomma, un solo campione non fa media, soprattutto quando le variabili in gioco sono tante, ma può dare un’idea di come potrebbe reagire il filato. Fate sempre il vostro campione e trattatelo come farete col capo finito, prima di avviare il vostro progetto.

tensione dei campioni Holst Garn prima del lavaggio, dopo il lavaggio a mano con leggero bloccaggio e dopo il lavaggio in asciugatrice e l'asciugatura in asciugatrice
tensione dei campioni Holst Garn prima del lavaggio, dopo il lavaggio a mano con leggero bloccaggio e dopo il lavaggio in asciugatrice e l’asciugatura in asciugatrice

Ora non mi resta che usarla per realizzare dei capi ed indossarli, per constatare come si comporta con l’uso reale (che può essere un pelino diverso dal comportamento in forma di campione).

E avanti così

Anche ieri e andato veramente bene l’Aperiknit al Parco con sempre nuove persone che si aggiungono e trascorrono con noi due ore spensierate. Ci si confronta ci si sperimenta in nuove tecniche e ci si saluta leggere e contente. Se vi par poco?!!

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Sferruzzando al parco

E’ iniziata ieri una nuova avventura che ci vedrà a Parco Urbano di Forlì tutti i giovedì fino al 30 luglio dalle 17 alle 19 a sferruzzare tutte insieme.

Ma tutte chi?

Tutte/i coloro che hanno voglia di aggiungersi a questo gruppo variegato che desidera condividere la passione della maglia senza manie di protagonismo ma sana condivisione.

Tutte/i coloro che hanno voglia di passare due ore in compagnia e imparare o insegnare qualcosa di nuovo

Tutte/i coloro che passano di lì e semplicemente di fermano

Insomma i motivi sono tanti come tante sono le persone che speriamo si aggreghino.

Intanto un pò di foto del primo incontro IMG_1995 IMG_1997 IMG_1991 IMG_2001 IMG_1999

L’annosa questione: to gift or not to gift?

Come si usa dire, alzi la mano chi non s’è mai sentita rivolgere la domanda: “tu che fai la maglia, mi faresti (inserire capo d’abbigliamento a piacere)?”, accompagnata nei casi migliori da “ti compro la lana ovviamente”. Di valutare e compensare il tuo lavoro manco se ne parla, ovviamente.

Sì, lo so: arrivo dopo l’Amen, questo argomento lo hanno sviscerato migliaia di magliste in ogni lingua conosciuta, ma poiché repetita iuvant (ciao, Prof-di-Latino-del-liceo!) lo riproponiamo anche qui sul blog Tacchinico.

Direte voi: che c’è di male nella sopracitata domanda? Nulla, ovviamente, se si dà per scontata la buonafede del richiedente, che in 99 casi su 100 non sta minimamente considerando le ore che io maglista impiegherei per trasformare il filo nell’oggetto finito. Questo perché chi non lavora a maglia in genere non ha, comprensibilmente, alcuna cognizione realistica del tempo necessario a fare un cappello/ maglione/ paio di calzini/ quello che vi pare.

Ad ogni modo, cognizione o meno, io trovo irritante dare per scontato che questo tempo, poco o tanto che sia, la tipa che voi vedete coi ferri in mano sia disposta a regalarvelo.

Perché se tu chiedi a una persona di creare per te, da materiale grezzo, un oggetto finito, utilizzando competenze che tu non hai, e dai per scontato che lo faccia senza nulla in cambio, le stai chiedendo un regalo: del suo tempo e delle sue abilità. Come minimo è poco educato, a meno che non siate in grandissima confidenza (leggi: mia madre, mio marito, e ben pochi altri).

Personalmente, non tengo per me tutto quello che faccio. Ho fatto e continuo a fare vari regali, ma con una logica ben precisa: scelgo io cosa lavorare, per chi e con che tempi. Se mi va, lo faccio, altrimenti no. Non prendo commissioni, per due motivi: innanzitutto perché dovrei lavorare secondo tempi e preferenze di altri, e questo mi toglie il gusto, perché per me la maglia è un bell’hobby, non un secondo lavoro; e poi perché il mio tempo non è gratis, e ho già sperimentato che applicando una tariffa oraria anche minima ne uscirebbero cifre che il “cliente medio” non vuol pagare: mi son sentita dire “ah, sei costosa!” da una persona a cui avevo pure fatto un prezzo di stra-favore…

E voi, Tacchine e non, come vi regolate? Date per scontata la buona fede e glissate con eleganza? Cedete martirizzandovi? Fate lo sguardo della morte e chiedete ore di lavoro domestico in cambio? Io opzionerei quest’ultima…

Che belle giornate!!!!

Siamo tutte stanche ma felici!

Ma andiamo per ordine.

Si carica la macchina e si parte per allestire lo stand che avrebbe ospitato le Tacchine d’Italia e non solo

Fa caldo, moltmacchinao caldo ma per fortuna ci sono i ragazzi della protezione civile che danno una mano ad appendere tutte le bandierine ed alla fine lo stand è accogliente

stand 1

stand 3

ed ecco arrivare la prima invitata! titty prima arrivata

inizia la festa ed è un susseguirsi di saluti, risate, coinvolgimento di pubblico per lo sferruzzo delle bandierine, distribuzione di gadget e del regalo un pregiato gomitolo Rowan offerto dal nostro sponsor, insomma una vera baraonda che termina con la foto di rito rigorosamente di 3/4

la loggia il venerdì 2

Ci si ristora con una bella cenetta e poi tutte a nanna pronte per il sabato dove ci raggiungono altre amiche un pò da tutta Italia  e iniziamo a sferruzzre tutte insieme

lo sferrruzzo 8     lo sferruzzo 7    lo sferruzzo 5

ed ecco che è arrivato il momento di salire sul palco per fare il verso del tacchino e rispondere alle domande “dell’irriverente” Sinibaldi

sinibaldi e la loggia

Ora ci si può rilassare con uno swap in abergo di quelli memorabili in cui si narra di persone sdraiate sulle matasse e di altre che dopo aver giurato di non portare a casa nulla in un impeto di generosità adottano rocche pregiate.

E’ ora di mangiare tutte a cena e poi due salti sotto il palco (alcune!)

cena sabato 1 cena sabato 2

Domenica è il giorno di chiusura e alcune già ci salutano e si dirigono verso casa ascoltandoci in radio

Intanto la Tacchinite si è diffusa e tra il pubblico si vedono altre sferruzzatrici

la redazione sferruzzante

Ore 10.50 è il nostro momento dobbiamo risalire sul palco per l’intervista che ci fa Elena del Drago (brava simpatica sferruzzatrice anche lei arrivata da Roma direttamente con i ferri)

Da casa e sui mezzi le altre Tacchine fanno il tifo per noi.

Sale la tensione saliamo gli scalini e ci sediamo per far vedere la nostra “arte”

sul palco 2sul palco 3sul palco 4

Ci si arrabatta nelle risposte. Ma anche questa è fatta!

Allo stand molti spettatori vengono a chiedere cosa stavamo sferruzzando colpisce soprattutto la “nuvola” bianca di Francesca:

Da casa arrivano i primi positivi commenti (sono amiche mica per niente)

Ormai siamo famose e facciamo le foto con il nostro collega 🙂 con Ivano Marescotti

marescotti e il tacchino

Concludiamo come per l’inizio con i ragazzi della protezione civile che ci chiedono di provare a fare la maglia ( troppo avanti!)

protezione4       protezione3

Stanche si smonta, ma si è molto felici e grate di tutto ciò che in queste giornate è accaduto!

Pronte per la nuova avventura

Ancora qualche ora …….. e che la festa inizi !!!

Mancano poche ore all’inizio del Festiva di Rai Radio Tre e si rifà la conta delle cose fatte:
“patacchini”:  fatti!

patacchini
“regali” pronti !

sacchetti
scatoloni pronti!

scatoloni

bandierini: cucite!

bandierine

Permettetemi un ringraziamento speciale alla Coats Cucirini l’azienda che da anni sostiene tutte le iniziative pubbliche mirate a diffondere la passione per le arti “femminili” (riduttivo mi rendo conto) e che anche in questo speciale evento si è dimostrata attenta e generosa!

e ora  ……. che la festa inizi!!!

Il programma del raduno

Ogni raduno che si rispetta ha il suo programma ecco quello di massima:
Venerdì
15.30 circa arrivo nel primo pomeriggio della prima delegazione della loggia
incontro in piazza con le altre sferruzzatrici locali, ascolto delle trasmissioni e sferruzzo libero
ore 20,30-21 cena presso un ristorante pizzeria locale
Sabato
ore 9,45 -10 ritrovo in piazza più gita “lanifera” per chi lo desidera da Punti e Spilli di Forlì che terrà aperto per l’occasione
ore 13 circa Pranzo presso piadineria “garantita” (da Manu) per coloro che non conoscono il crescione o vogliono ritrovare i sapori dell’infanzia
Pomeriggio in piazza con sferruzzo libero, ascolto delle trasmissioni e accoglienza delle ultime arrivate.Per chi lo desidera si può fare una seconda capatina da Punti e Spilli.
ore 19,30 SWAP ebbene si diamoci dentro con gli scambi di quelle matassine che non ci piacciono più o ci hanno stancato, anche e sopratutto per fare spazio ai nuovi acquisti fatti 🙂
ore 21.00 circa: ristorante locale sempre garantito da Manu (se non vi piace prendetevela con lei 😉 ) e poi tutte a scatenarci in Piazza con l’orchestra di Piazza Vittorio
Domenica
ore 10 incontro e saluti in piazza ma soprattutto appuntamenti per nuove avventure!!

Spero vi piaccia!!!

Fervono i preparativi

Manca meno di una settimana al grande raduno delle appassionate di maglia chiamate dalla Loggia del Tacchino in occasione del Festival di Rai radio Tre e i preparativi fervono.
Si fa la conta di chi ha dato l’adesione, dei gadget pronti e quelli ancora da finire, delle sorprese che si vorrebbero fare.
Insomma c’è tensione, quella tensione bella delle grandi occasioni delle grandi feste.

Cosa c’entra la Maglia con il Festival di Rai Radio Tre?

Il Festival di Rai Radio Tre ha come tema quest’anno il “Lavoro“. 

Nell’italiano da Accademia della Crusca il colloquiale “sferruzzo” è definito “lavoro a maglia”.

Di qui la provocazione e la scommessa, nel proporre una visione del lavoro come espressione di sé, come momento creativo, come momento piacevole e aggregante.

La scommessa sta nel coinvolgere quante più persone possibile in questa avventura.

Siete dei nostri?

Allora portatevi i ferri (possibilmente 4,5 mm) e tutti insieme realizzeremo delle bandierine mentre ascoltiamo il festival e alla fine avremo realizzato il nostro festone a testimonianza di come la maglia sia gioia, allegria, festa appunto!

Le bandierine a maglia

Per la festa del 5-6-7 giugno saranno realizzate delle bandierine a maglia

Ecco come fare:

Occorrente:
Bravo (Schachenmayr) colori: giallo, rosso, bordeaux, verde, blu
ferri 4,5 mm
Istruzioni:
Montare due maglie e lavorare a dritto i primi tre ferri
Al ferro 4 iniziare gli aumenti laterali (aumento davanti-dietro) a destra e a sinistra.
Ripetere gli aumenti laterali ogni 4 ferri e continuare a lavorare a dritto fino a che la bandierina non avrà raggiunto un’altezza di circa 24 cm (circa 44 maglie).
Chiudere in maniera elastica e nascondere le codine di filato.